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Strade e Piazze della Città Metropolitana: Santa Cristina d'Aspromonte

Pubblicato in Strade e Piazze Lunedì, 06 Novembre 2017 19:07
Strade e Piazze della Città Metropolitana: Santa Cristina d'Aspromonte foto da wikipedia

Proseguendo sulla ex S.S. 112, oggi Strada Provinciale n. 2, dopo avere lasciato Scido, giungiamo a Santa Cristina d’Aspromonte. Scarsi 1.000 abitanti, ad un’altitudine di 500 metri sul livello del mare, su di una superficie comunale di poco superiore ai 23 chilometri quadrati, per una densità che si aggira intorno ai 40 abitanti per chilometro quadrato. Compresa la frazione di Lubrichi, che sorge a metà strada fra Cosoleto e Santa Cristina d’Aspromonte,e che è raggiungibile prendendo a sinistra, al bivio dopo Scido.

La prima strada importante di attraversamento del borgo è intitolata a Francesco Gangemi, che fu sacerdote e professore di lettere, fondatore della ProLoco. In fondo a questa strada, un gruppo di case dove le strade sono intitolate tutte secondo il criterio della Prima Guerra Mondiale: abbiamo, quindi, Via Cesare Battisti, Via Armando Diaz, Via Fiume e Via Piave, segno di attenzione verso la toponomastica comunale.
Come spesso capita in questi centri, la Strada Provinciale finisce col diventare la via più importante del paese: a Santa Cristina d’Aspromonte accade che vi si apre una gradevole piazza, intitolata a Vittorio Emanuele Secondo, sulla quale si ammira il Monumento ai Caduti opera dello scultore di Oppido Mamertina Concesso Barca (1877 – 1968), artista le cui opere si ammirano anche a Reggio Calabria e sulla cui produzione andrebbe realizzato uno studio specifico poiché lo merita.
Subito dietro, la Torre dell’Orologio, edificio costruito nell’800. Dall’altro lato, Palazzo Longo – Mazzapica, ed anche questo edificio di pregevole fattura architettonica, è dell’800 e risulta essere il primo ricostruito dopo il terremo del 1783. E questo è il centro storico del paese.
In fondo a Corso Umberto Primo si può ammirare il Monumento in onore agli Emigrati, che costituisce un vero capolavoro, dal momento che si tratta di un globo, con accanto una statua della Madonna, il tutto incastonato in un bastione che si affaccia sulla curva, con una serie di scalinate che ne ingentiliscono ed impreziosiscono l’architettura. E’ stata riportata una espressione del poeta Vincenzo Cardarelli (1887 – 1959) : “E dopo tanto errare godo in te ritrovarmi, terra mia, di cui porto l’immortal febbre nel sangue”.
L’emigrazione … abbiamo già altre volte sottolineato come questo fenomeno abbia inciso sulle sorti di questi borghi ormai lontani dai centri funzionali di attrazione, che qui sono rappresentati dai centri della Piana quali Palmi o Gioia Tauro. Basti pensare che al censimento del 1951, Santa Cristina d’Aspromonte aveva più di 3.000 abitanti (3.125, per la precisione), molti dei quali hanno lasciato (hanno dovuto lasciare) la propria terra per emigrare al Nord Italia, od in Europa, od in America, od in Australia.
Anche se, guardando intorno, lo sguardo spazia su di una meravigliosa campagna che oggi, se correttamente coltivata e gestita, potrebbe dare agli agricoltori ed agli imprenditori qualche soddisfazione di carattere economico con la valorizzazione dei prodotti tipici, a cominciare dallo squisito e pregiato olio extravergine di oliva, magari con lo strumento consortile cooperativo.
Ma pensiamo anche al turismo. Afferente a Santa Cristina d’Aspromonte è la località di Zervò. Qui venne costruito, all’inizio degli anni Venti, il Sanatorio Antitubercolare, che funzionò, tuttavia, solamente tre anni a causa delle difficoltà sopravvenute per le rigide condizioni meteorologiche invernali del luogo, i problemi logistici e l'elevato grado di mortalità riscontrato in quei pochi anni di attività. Dopo varie vicissitudini quelle strutture, ristrutturate, sono oggi utilizzate in concessione da una delle Comunità Incontro di Don Pierino Gelmini.

Prof. Giuseppe Cantarella

Rc 6 novembre 2017

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