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Uno sguardo sui palazzi storici del lungomare reggino

Pubblicato in Strade e Piazze Lunedì, 29 Maggio 2017 20:13

Reggio Calabria 29/05/2017 – di Giuseppe Cantarella. Per ammirare i palazzi che si affacciano su Lungomare di Reggio Calabria dobbiamo salire verso il secondo livello, vale a dire il Corso Vittorio Emanuele Terzo. Vediamo, dunque, per comodità, di percorrere la Via Marina “alta” secondo il senso di marcia delle automobili, quindi da Sud verso Nord.  E potremmo cominciare proprio dall’isolato 351 di P.R. dove sorge Palazzo Pellicano, progettista l’architetto Pietro Borradori.

L’edificio si mostra con una bella facciata con le finestre ed il doppio portone d’ingresso rivestiti da un imponente bugnato, ed i balconi al primo piano ornati da una delicata ringhiera. Un altro esempio di stile liberty che risale agli anni ’20, quando costruire era un’arte.
Proseguiamo. All’isolato 318 sorge l’edificio dell’Istituto Tecnico “Raffaele Piria” . L’imponente costruzione, con una forma, in pianta che ricorda vagamente una lettera “C” , è stata progettata come istituto scolastico dall’architetto palermitano Camillo Autore e completata nel 1919. Camillo Autore è uno dei professionisti che più hanno inciso, a Reggio Calabria, per la costruzione di edifici dopo il terremoto del 1908: fra tutte le sue realizzazioni, ricordiamo la Chiesa di San Giorgio al Corso, del 1935.
Il blocco successivo, all’isolato 287, è lo splendido Palazzo Zani, che prende il nome dal suo progettista, l’Ingegnere Gino Zani, che fu senza dubbio il più importante professionista che giunse a Reggio Calabria (dalla Repubblica di San Marino, dove viveva). Il grande merito di Zani fu quello di introdurre, per primo, nella nostra città, il sistema costruttivo a cemento armato, che offre grandi garanzie di stabilità in caso di terremoto. In questo edificio era ubicato, fino a poco tempo fa, il Genio Civile, di cui Zani fu Ingegnere Capo (ed in questa veste, fu anche Direttore tecnico dell’Ente edilizio).
All’isolato 275 sorge il palazzo delle Poste. Una facciata imponente di un edificio ministeriale, che contribuisce a formare lo skyline della Via Marina Alta.
Più avanti, in corrispondenza del Monumento ai Caduti, all’isolato 254 sorge l’altro capolavoro di Zani progettista, vale a dire l’edificio della Prefettura, o Palazzo del Governo. Risulta essere tra i primi edifici costruiti a Reggio Calabria con criteri antisismici. Certamente la facciata artisticamente più interessante è quella che si affaccia su Piazza Vittorio Emanuele (piazza Italia) con decorazioni liberty e le quattro statue, in sommità, che rappresentano le virtù nazionali.
Continuiamo a passeggiare. L’isolato successivo, numerato con il 240, ospita Palazzo Spanò Bolani “ … in riferimento ad uno dei personaggi più illustri della città, deputato, sindaco della città e direttore del museo civico “ per come scrive sul portale turistico del Comune di Reggio Calabria.
Uno degli edifici più belli ed interessanti della Via Marina Alta è sicuramente il celebre palazzo del Grande Albergo Miramare, della cui storia già abbiamo scritto, e che costituisce uno dei migliori esempi di liberty a Reggio Calabria. Esso sorge sull’isolato F adiacente al 226, e questa strana denominazione è verosimilmente da mettere in relazione alla vertenza fra il Comune e gli eredi Palumbo circa il testamento di quest’ultimo.
Ma quello che, insieme al Teatro Siracusa sul Corso Garibaldi, è da considerare il più bello edificio stile liberty di Reggio Calabria è sicuramente Palazzo Spinelli, progettato anche questo da Gino Zani , edificato all’isolato 218.
All’isolato 210, invece, sorge la meravigliosa Villa Genoese Zerbi, sicuramente il più bell’edificio del Lungomare, che ancora troppe persone chiamano erroneamente ed impropriamente “Villa Zerbi” : la famiglia Genoese è una famiglia molto antica, già presente in Cava dei Tirreni nell’anno 1000. A Reggio compare nel 1500. E’ una delle famiglie nobili più importanti ed influenti della storia della nostra bella e amata città. Accadde che il Marchese Domenico Genoese, che era nato nel 1824, per devozione alla madre, donna Clementina Zerbi, usò, in aggiunta al suo, il cognome della madre e con tale doppio cognome denunciò all’anagrafe i suoi discendenti diretti. Ecco come si è formato il cognome Genoese Zerbi.
All’isolato successivo, al numero 201, il trionfo del bugnato in Palazzo Fiaccadori, ad angolo con la Via Biagio Camagna.
L’isolato 194 ospita due importanti palazzi del Lungomare: prima possiamo ammirare l’edificio dell’Albergo Centralino Belfanti, molto attivo negli anni del dopoguerra (ricordiamo, per esempio, la riunione che si tenne a Reggio Calabria nel 1947 di preparazione alla costituzione di ConfCommercio, di cui i delegati nazionali alloggiarono tutti in questo hotel). Adiacente, l’edificio dell’Istituto Magistrale “Tommaso Gullì” (con l’accento sulla i finale).
Per ultimo vorremmo segnalare Palazzo Romeo Retez, all’isolato 178, con la sua facciata in rosso, non fosse altro che per la straordinaria somiglianza con Palazzo Cova di Milano.

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